Questa domanda, che vuole essere anche una provocazione, racconta il progetto che ha portato alla luce l’opera collettiva frutto di una progettualità condivisa, c/o la Parrocchia del SS. Crocifisso di Faenza, dove la materia “argilla” è stata il mezzo per dare una f-orma concreta a pensieri, elaborazioni, suggestioni.
La parola argilla è stata appositamente virgolettata, perché c’è la consapevolezza che quella materia che abbiamo usato è diventata altro, ovvero il mezzo per raccontare un pezzo di storia di chi ha partecipato.
Un progetto collettivo che ha unito coinvolgendo non solo i bambini, che hanno dato forma ai loro pensieri (mese di giugno), ma anche i ragazzi che hanno deciso di dedicare tempo ad aiutare a "cristallinare” i pezzi dei bambini durante il caldo mese di agosto, un lavoro fra polvere, zanzare, pennelli e coltellini, un lavoro di cura, attenzione che ha trasformato la sala forni in uno spazio di condivisione e confronto.
C’è chi si è fatto coinvolgere nella ricerca del pannello e l’ha portato in parrocchia con il furgone, poiché le misure erano importanti.
Chi mi ha affiancato passo dopo passo accompagnandomi in questa avventura, perché è stato davvero un lavoro di gruppo che ha appassionato grandi e piccini coltivando curiosità e attesa.
Ogni settimana dal forno sono usciti un’infinità di pezzi (sono più di 200 quelli che compongono il pannello).
Il lavoro paziente delle mani si è preso cura di ogni pezzo, accompagnandolo nella sua trasformazione.
Proprio come è accaduto per il pannello, prima la cementite, poi il disegno, poi i colori che hanno definito e dato forma. È stato un lento procedere, scandito da step, da materiali, da silenzi, parole, sguardi, risate.
E poi c’è stato il trasporto del pannello nel chiostro, i pezzi che hanno lasciato la stanza dei forni, uno riposto accanto all’altro suddivisi in scatole.
E poi l’assemblaggio, ogni pezzo, uno ad uno, preso, appoggiato con cura cercando il suo posto, prima di fissarlo definitivamente.
Per chi ha lavorato per 6 mesi attorno a questo progetto, vederlo montato e fissato nel suo posto, è come ripercorrere tutto il tempo trascorso insieme, la bellezza che, di incontro in incontro, ha generato sempre qualcosa di nuovo e la consapevolezza che in questo ricco intreccio di storie e umanità, che si sono incontrate, tutti siamo un po’cresciuti.
E ora siamo già in cammino verso il prossimo progetto!
Piccolo viaggio fra le immagini dello sviluppo del progetto
















Bellissimo, sia il progetto che la realizzazione!
Si, è decisamente un fiore!